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mercoledì 5 novembre 2014

Lindsey Stirling: quando la musica prende forma



La musica è uno strumento che veicola le emozioni, le stimola innalzando o sotterrando sentimenti specifici a seconda di cosa ascoltiamo. Questo è ciò che è in grande di fare l'arte, ma come ben sappiamo ne esistono varie forme. Ciò che rende Lindsey Stirling una grande artista, nel senso più puro del termine, è la sua capacità di congiungere queste diverse forme d'arte arrivando a creare un intreccio di musica e immagini fuori dal comune, suscitando un coinvolgimento emotivo nell'ascoltatore che non può lasciarlo indifferente.


La vita di questa ragazza dell'Arizona ha da sempre girato intorno alla musica, in modo più specifico intorno al violino e alla danza. Lindsey decide di unire queste due passioni e di farle conoscere all'America intera partecipando alla quinta edizione di America's Got Talent presentandosi come una violinista hip hop. La sua esibizione è di grande impatto perché la ragazza suona il violino su dei pezzi hip hop e pop mentre balla creando delle proprie melodie, cosa non facile. Il suo stile però è ancora acerbo e infatti, dopo aver superato le prime fasi viene eliminata dal televoto, ricevendo alcune critiche dai giudici che le consigliano di unirsi ad un gruppo o di cambiare il suo stile.
Lindsey rimane estremamente delusa dall'esperienza ma è convinta delle sue potenzialità, sa di avere talento ed è determinata a proseguire per la sua strada. Questa scelta si rivelerà essere la più importante e la più azzeccata della sua vita, perché qualche giorno dopo l'eliminazione dal talent show americano Lindsey viene contattata da Devin Graham, esperto della videografia che ha visto delle potenzialità da sfruttare e le propone di realizzare alcuni video su YouTube. Saranno proprio questi video che porteranno la ragazza dell'Arizona al successo virale, video che mostrano Lindsey suonare le sue composizioni in luoghi suggestivi dal fascino incredibile mentre balla. I video diventano sempre più frequenti e vanno mano a mano migliorando in complessità e bellezza, così come il suo stile musicale si fa ben più definito e più indirizzato verso l'elettronica.
Arriva il vero boom con Crystallize che ad oggi conta più di 100 milioni di visualizzazioni e conferma quanto Lindsey già sapeva: il suo stile, la sua passione, le sue capacità sono uniche e sono vincenti, non c'è bisogno di nient'altro.




Grazie a YouTube Lindsey Stirling ha avuto la possibilità di pubblicare due album e di far conoscere il suo talento in tutto il mondo. Questa è l'ennesima conferma di come la capacità di saper sfruttare al meglio i social media sia diventata una delle armi più efficaci per riuscire a sfondare in un determinato settore e la musica è nelle posizioni più alte di questa lista, se non al primo posto.
La ragazza ha grande passione e riesce a trasmetterlo attraverso le sue incredibili performance, vere e proprie opere d'arte visive che unite alla sua musica creano uno stile inimitabile e inconfondibile. Il suo violino dolce e maestoso si erge tra i beat elettronici, tra le tastiere e tra le chitarre, viene valorizzato al massimo e riesce a toccare corde emotive sempre diverse. Difficile distogliere lo sguardo da quelle immagini così travolgenti, che siano foreste assolate, lande ghiacciate, fondali marini o montagne impervie non fa differenza perché guardare il suo corpo muoversi nella natura fino quasi a diventare un tutt'uno con essa è sempre una grande emozione.
Lindsey Stirling è una maestra della comunicazione, sempre efficace nelle scelte visive e sonore e una grande persona. Insomma, riassume tutto ciò che dovrebbero avere gli artisti di oggi, sempre più schiavi di un sistema che ingabbia il loro talento o che lo getta via per fare spazio a fredde macchine da soldi.



Uno dei giudici di America's Got Talent affermò che Lindsey Stirling non avrebbe avuto le capacità per suonare il violino in condizioni più "estreme", come per esempio volteggiando in aria e che da sola non avrebbe fatto molta strada. Quest'anno Lindsey Stirling si è esibita alla nuova edizione del talent show per presentare il suo ultimo album, Shatter Me, suonando l'omonima traccia insieme alla cantante degli Halestorm Lzzy Hale. All'inizio della sua performance ha suonato il violino in aria appesa ad un cavo, con un sorriso sulle labbra che sembrava scacciare via ogni delusione passata, ogni paura di non potercela fare. Un sorriso spontaneo, pulito e sincero che sarebbe bello vedere più spesso sul volto di tanti altri musicisti. Questa è musica. Questa è arte.




giovedì 23 ottobre 2014

Nirvana - Nevermind



1) Smells Like Teen Spirit
2) In Bloom
3) Come As You Are
4) Breed
5) Lithium
6) Polly
7) Territorial Pissings
8) Drain You
9) Lounge Act
10) Stay Away
11) On A Plain
12) Something In The Way
Ghost Track: Endless, Nameless


Quando i Nirvana pubblicarono il loro secondo album, la Geffen Records aveva delle previsioni di vendita piuttosto modeste nei suoi confronti. Un gruppo di tre persone che dal vivo si divertiva a distruggere il palco su cui suonava, che proponeva un sound grezzo, sporco e con un cantante dal carattere piuttosto instabile se avesse venduto più di 200.000 copie avrebbe ottenuto un risultato più che soddisfacente. Neanche un veggente avrebbe potuto prevedere quello che sarebbe successo dal 24 settembre 1991 in poi.
Ad oggi quell'album, Nevermind, è considerato uno dei dischi più importanti della storia della musica con 25 milioni di copie vendute, realizzato da un gruppo che con esso ha saputo completamente reinventare il concetto di rock attraverso un nuovo genere: il grunge. Chitarre distorte e fangose, ritmi sfrenati tendenti al punk o incalzanti, di quelli che non puoi fare a meno di battere il tempo col piede. Ma la musica è sorprendente e non sai mai quando potrebbe avvenire un miracolo. Forse però un miracolo grande come quello dei Nirvana non avverrà mai più.


Quando una persona sente pronunciare il loro nome, inevitabilmente si ritrova ad associarlo anche a quello di Kurt Cobain, cantante e chitarrista tanto incredibile e geniale quanto lunatico. Cobain aveva delle idee molto semplici e chiare su come dovevano essere strutturate le canzoni del suo gruppo, ma in quella semplicità c'era tutta l'insoddisfazione, la violenza e l'apatia di un'intera generazione nei confronti delle persone, del mondo e della vita. Con il supporto di Dave Grohl alla batteria e Krist Novoselic al basso il trio si lancia verso una vertiginosa ascesa alla gloria fino a diventare uno dei gruppi più influenti della storia. Grazie a una canzone come Smells Like Teen Spirit il cantante di Aberdeen diventa il simbolo concreto dei sentimenti dei giovani ragazzi che si abbandonano ogni giorno ai loro vizi e si scontrano con un mondo che non riesce a comprenderli. Un riff leggendario che sconvolge l'anima, una voce graffiante che penetra nel cuore e un testo che incarna alla perfezione il significato del titolo dell'album: non importa. "Ora siamo qui, intratteneteci". Il resto non conta.
Ascoltare subito dopo un pezzo come In Bloom ti fa rendere conto del fatto che non si è di fronte ad un disco come gli altri. Ogni strumento viene messo sotto i riflettori, il climax che si crea nelle strofe esplode in un ritornello impossibile da dimenticare e l'assolo è sconvolgente. La particolare voce di Cobain viene esaltata al massimo nell'incredibile Come As You Are, altro brano storico. Il riff sembra uscire dal fondo di una bottiglia di vetro, le melodie sfiorano il pop senza mai raggiungerlo perché la voce di Cobain è tanto bella quanto pungente. Una delle canzoni più accessibili del disco nonostante sia difficile riuscire ad inquadrarla in modo definito proprio per le sue peculiarità. Ma questo è ciò che ha reso grandi i Nirvana. Lithium è un'alternanza schizofrenica di odio e amore, di energia e grazia. Un testo sociopatico per una di quelle canzoni che live lascia un segno indelebile con un ritornello tanto semplice quanto efficace.
Pezzi sfrenati come Breed, Territorial Pissings, Lounge Act e Stay Away vi faranno schizzare come palline di un flipper. Chitarre distorte al limite, ritmi tiratissimi, pura frenesia che prende a piene mani dal punk tutta la sua cattiveria. Kurt Cobain sporca la sua voce fino alle viscere e devasta il microfono con un'energia impressionante, talmente tanta che in Territorial Pissings arriva a fine canzone senza un filo di voce e comincia a sbraitare i versi senza pietà. I testi passano in secondo piano, a volte arrivano ad essere persino senza senso, ma l'importante è scatenarsi. Quest'energia che permea ogni nota in ogni canzone e lo stile ruvido sono la piena essenza del grunge, che i Nirvana elevano ad un livello superiore grazie a melodie tutto sommato accessibili a chiunque. Drain You e On A Plain racchiudono tutto quello che è stato detto finora, con la prima che spicca per il fatto di avere uno dei testi più comprensibili e interessanti dell'album. La seconda risulta meno attraente rispetto a quanto ascoltato prima. C'è da dire che il paragone è abbastanza ingiusto perché l'intero album è farcito di brani leggendari, perciò in un qualsiasi altro disco questi pezzi non sfigurerebbero di certo.
I Nirvana avevano anche un lato più intimista e meno sfrenato, come dimostrano Polly e Something In The Way. Entrambe vedono l'uso della chitarra acustica, ma le atmosfere sono completamente diverse. La prima si discosta drasticamente dalla rabbia degli altri brani con melodie pop e un giro di accordi immediato. La seconda è come una strada notturna che conduce verso luoghi sconosciuti, atmosfere cupe stimolate dal lento suono degli archi che avvolgono ogni cosa permeano la voce di Cobain di una certa misticità. Da non perdere. Nell'album è contenuta una traccia fantasma chiamata Endless, Nameless, ascoltabile dopo aver aspettato alcuni minuti dalla fine di Something In The Way. Una traccia disturbante che sfiora la cacofonia, creata con il solo scopo di instillare l'ansia nell'animo di chi l'ascolta. Cobain urla a squarciagola, la batteria picchia selvaggiamente, basso e chitarra sembrano dover esplodere da un momento all'altro in preda ad una crisi euforica.


Se lo scopo della musica è quello di mandare un messaggio e stimolare l'emotività di chi l'ascolta, i Nirvana centrano l'obiettivo in pieno. Il trio di Seattle riesce a toccare ogni corda dell'animo umano con brani che ancora oggi vengono celebrati per il loro impressionante impatto emotivo e sociale che riescono ad avere su chi l'ascolta. Nevermind è il risultato e la trasposizione fisica dell'astio e dell'insoddisfazione di Kurt Cobain, un uomo tanto geniale dal punto di vista musicale quanto instabile da quello umano. Certamente senza la sua follia non avremmo mai potuto avere sotto mano questo lavoro incredibile, ma quando questa follia spinge un uomo a spararsi in testa non si può che pensare a quanto sia amara la vita, a quanto possa essere caro il compromesso del successo e della fama. Meglio ricordarlo non per l'uomo che sarebbe potuto essere, ma per il grandissimo artista che è stato. Un artista che ha rivoluzionato la musica con la sua ispirazione e la sua sensibilità.


VOTO: 9





sabato 11 ottobre 2014

Lorde - Pure Heroine



1) Tennis Court
2) 400 Lux
3) Royals
4) Ribs
5) Buzzcut Season
6) Team
7) Glory And Gore
8) Still Sane
9) White Teeth Teens
10) A World Alone

Extended Edition
11) No Better
12) Bravado
13) Million Dollar Bills
14) The Love Club
15) Biting Down
16) Swingin Party


Quasi 17 anni. Questa l'età di Ella Marija Lani Yelich-O'Connor, in arte Lorde, al momento della pubblicazione del suo primo album. Assurdo se pensiamo che generalmente a quest'età i ragazzi comuni si trovano sui banchi di scuola a studiare. La giovane neozelandese invece a quest'età arriva in cima alle classifiche di vendita di tutto il mondo, vince ben due Grammy Awards e si esibisce nei più grandi festival internazionali di fronte a migliaia di persone. Un vero e proprio sogno. Che fortuna avere la possibilità di trasmettere emozioni e mandare il proprio messaggio a un'età così giovane. E nonostante l'inesperienza Lorde ne ha di cose da dire, cose importanti, attraverso il suo stile indie pop influenzato dall'hip hop e dal trip hop. Anche se non sempre lo fa in modo efficace.


Il titolo dell'album ha una doppia interpretazione: Pure Heroine può indicare la sostanza stupefacente e rappresentare i vizi della società, l'ossessione per lo sfarzo e la dipendenza dall'apparenza, ma può anche indicare il concetto di ragazza semplice e pura, critica nei confronti del mondo mainstream con i suoi valori controcorrente, proprio come un'eroina. Un po' pretenzioso, ma una canzone come Royals non passa di certo inosservata. Un testo tagliente contro l'opulenza e lo sfarzo, un beat tanto semplice quanto azzeccato e dei cori che farete fatica a togliervi dalla testa. Gli ingredienti che le hanno valso i due Grammy per miglior performance pop solista e canzone dell'anno sono la concretezza e il saper ricavare tanto da poco. Tennis Court apre l'album con una frase significativa ("Non pensi sia noioso il modo in cui parlano le persone?") scaricando su di essa tutta la tipica insofferenza adolescenziale per il mondo. Lorde riesce a valorizzare con grande efficacia la sua voce, anche grazie alla sua tecnica.
Altro pezzo degno di nota è Team che più o meno ricalca i temi già citati nei due brani precedenti ma che si distingue per un beat profondo che scuote le orecchie, viscerale come un battito cardiaco. Notevole come la giovane neozelandese riesca a conciliare la sua voce delicata con un beat così incalzante. Sorprendente Glory And Gore con la sua atmosfera tetra e il sapiente utilizzo dei cori e delle seconde voci. Bassi e synths si amalgamano arrivando quasi a stordire l'ascoltatore. Ma la vera sorpresa si chiama Buzzcut Season, la traccia che non ti aspetti in un disco come questo. Il piano è quasi impercettibile, il beat dà il suo apporto senza interferire con l'atmosfera delicata del pezzo e Lorde mette in luce tutte le sue qualità vocali e compositive in un testo che parla delle tragedie che sentiamo ogni giorno nei telegiornali e di come sia possibile fuggirne attraverso le cose belle della vita, come la musica. Potreste avvertire un brivido lungo la schiena durante l'ascolto.
Questi presentati sono i brani migliori dell'album, quelli che si ergono sopra altre cinque composizioni che si alternano tra un livello mediocre e basso. Lorde abusa del suo schema vincente che unisce grande impatto alla semplicità e finisce col realizzare alcune tracce godibili ma insipide, alle quali si poteva aggiungere un po' di sale. E' il caso di 400 Lux e Ribs. La prima è un pezzo pop semplice che punta sulla solita accoppiata beat-voce ma con risultati meno convincenti, complice lo stile vocale abbastanza piatto della neozelandese. La seconda avrebbe il potenziale di imporsi per via dell'atmosfera più soft ma raggiunge un buon livello di interesse solo nel ritornello, mentre nelle strofe risulta sciapa, come se si trascinasse. White Teeth Teens passa abbastanza inosservata, una traccia trasparente della quale non ricorderete neanche l'esistenza a fine ascolto.
Discorso simile per A World Alone che dovendo chiudere l'album dovrebbe essere una traccia di forte impatto emotivo, ma mancano gli elementi rilevanti, quelli che rendono memorabile una canzone. Nota positiva però va al testo, specialmente la frase che chiude tutto e riassume uno dei temi del disco, quasi riallacciandosi alla frase iniziale ("Le persone parlano. Lasciale parlare."). Un discorso completamente diverso va fatto per una traccia in particolare: Still Sane. Noiosa, moscia, un'acuta stonatura all'interno del disco. Lorde striscia il suolo per tutta la sua durata ed è davvero difficile resistere senza sentire il bisogno di saltare e passare alla traccia successiva. Assolutamente da evitare.


L'album è disponibile anche in una versione estesa digitale con altre sei canzoni, cinque delle quali prese dai due precedenti EP dell'artista. Questi brani si distinguono per una maggiore influenza hip hop e trip hop. Tra questi spicca su tutti Million Dollar Bills con le sue fantastiche sonorità hip hop orientali. Peccato che la durata non arrivi neanche ai due minuti e mezzo per un brano migliore di tanti altri presenti nell'edizione standard. In Bravado tornano a farsi sentire le doti vocali della cantante, mai noiosa quando si tratta di usare stili e tecniche diverse. Ancora una volta l'impatto della semplicità risulta l'arma vincente (quando usato adeguatamente).
Piacevoli ma sempre nell'anonimato No Better e The Love Club. La prima punta su un cantato veloce e cerca di mettere in evidenza i sintetizzatori, usati principalmente come contorno nelle altre tracce. The Love Club è molto ritmata, ma ancora una volta Lorde si fossilizza sullo stesso stile portandolo avanti per tutto il pezzo senza mai cambiarlo. Un po' fastidiosi i coretti che aumentano di intensità ad intermittenza. Biting Down sembra essere figlia di Glory And Gore e risulta piuttosto interessante grazie ai suoi ritmi serrati. La frase "It feels better biting down" ripetuta ossessivamente diventa quasi parte integrante del beat. Swingin Party risulta piatta, sulla falsa riga di Still Sane anche se non raggiunge un livello così alto di noiosità.


La giovane Lorde ha ancora tanta strada da fare nonostante i risultati conseguiti. Si propone come un potenziale talento grazie ad alcune tracce davvero notevoli, ma spesso cade nella monotonia e commette alcuni errori dovuti all'inesperienza cercando la strada facile con la riproposizione di una formula efficace, che però non può colpire sempre il bersaglio. Affinando la sua tecnica e lavorando su uno stile che è già abbastanza definito potrà in futuro raggiungere livelli superiori e affermarsi come una delle migliori artiste pop contemporanee. Ma al momento ci consegna un disco dalle tematiche importanti che si oppone alla mentalità mainstream dei tempi moderni con un sound fresco da perfezionare, pieno di influenze delle quali è difficile accorgersi perché vengono ben mascherate dalla semplicità e l'immediatezza create dalla neozelandese. Il futuro è roseo, il presente è violaceo. Come il suo rossetto.


VOTO STANDARD EDITION: 6,5

VOTO EXTENDED EDITION: 6,5






martedì 26 agosto 2014

Gorillaz - Plastic Beach



1) Orchestral Intro (Feat. Sinfonia ViVA)
2) Welcome To The World Of The Plastic Beach (Feat. Snoop Dogg & Hipnotic Brass Ensemble)
3) White Flag (Feat. Bashy, Kano & The National Orchestra For Arabic Music)
4) Rhinestone Eyes
5) Stylo (Feat. Mos Def & Bobby Womack)
6) Superfast Jellyfish (Feat. Gruff Rhys & De La Soul)
7) Empire Ants (Feat. Little Dragon)
8) Glitter Freeze (Feat. Mark E. Smith)
9) Some Kind Of Nature (Feat. Lou Reed)
10) On Melancholy Hill
11) Broken
12) Sweepstakes (Feat. Mos Def & Hypnotic Brass Ensemble)
13) Plastic Beach (Feat. Mick Jones & Paul Simonon)
14) To Binge (Feat. Little Dragon)
15) Cloud Of Unknowing (Feat. Bobby Womack & Sinfonia ViVA)
16) Pirate Jet


E' necessario premettere una cosa quando si parla dei Gorillaz a qualcuno. Una cosa che dà tutto un altro fascino a questo gruppo ogni volta che lo si ascolta: i Gorillaz non esistono. O meglio, quelli che vengono identificati come i membri dei Gorillaz non esistono. Essi sono infatti personaggi animati creati dalla mente di Damon Albarn, cantante e chitarrista dei Blur, e di Jamie Hewlett, creatore del fumetto Tank Girl, per prendersi gioco dell'industria musicale che ogni anno propone musica realizzata da artisti senza anima e senza passione. L'idea è talmente folle che i due artisti danno ai quattro membri del gruppo (2D, Murdoc, Noodle, Russell) un carattere e una storia personale che si evolve man mano che i Gorillaz pubblicano un album. Questi quattro personaggi non esistono, ma sono più vivi degli artisti che Albarn e Hewlett criticano.

Detto ciò, possiamo cominciare a parlare di quest'album, Plastic Beach, con il quale Damon Albarn continua le sue sperimentazioni nell'ambito della musica pop iniziate con l'album Gorillaz e proseguite con l'eccezionale Demon Days. Rock, hip hop, elettronica, classica, musica orientale. C'è davvero di tutto, ma ogni cosa ruota intorno a rinnovare

lunedì 4 agosto 2014

Ed Sheeran - x



1) One
2) I'm A Mess
3) Sing
4) Don't
5) Nina
6) Photograph
7) Bloodstream
8) Tenerife Sea
9) Runaway
10) The Man
11) Thinking Out Loud
12) Afire Love

Deluxe Edition:
13) Take It Back
14) Shirtsleeves
15) Even My Dad Does Sometimes
16) I See Fire
17) All Of The Stars


Cosa si intende oggigiorno per musica "commerciale"? Parlando con varie persone appassionate di musica noterete che esistono principalmente due correnti di pensiero: quelli che identificano come commerciale la musica realizzata con determinate caratteristiche che la rendono più propensa a riscuotere consensi e quelli che la identificano come musica che vende e che ha successo nelle classifiche. Vi invito a riflettere bene perché sono due cose completamente diverse.
Quelle canzoni che vengono prodotte seguendo la prima definizione nell'80% dei casi rientrano anche nella seconda, avendo alle spalle la potentissima spinta di quei giganti che tutti conosciamo con il nome di case discografiche. La spinta che ricevono non è di tipo pubblicitario ma di tipo musicale, cosa decisamente grave visto che il fenomeno della mercificazione dell'arte continua ad espandersi a macchia d'olio. Ricevere pubblicità e notorietà grazie ad una major, ovvero la musica che rientra nella seconda definizione, di per sé non è una cosa negativa se ciò che crei è farina del tuo sacco.
Ma se ci pensiamo un attimo noteremo che ormai le stazioni radiofoniche più popolari passano sempre i pezzi più venduti degli artisti più famosi che ricevono la suddetta spinta con una ripetitività anormale, creando così i "tormentoni" e lasciando poco spazio a qualcosa di diverso e fresco.


Dopo questa premessa, posso affermare con assoluta certezza che Ed Sheeran è una delle cose più buone che potevano capitare alla musica commerciale, intesa con la seconda definizione. Una ventata di semplicità e spontaneità, in un ambiente