1)
Keys To The Kingdom
2)
All For Nothing (Feat. Page Hamilton)
3)
Guilty All The Same (Feat. Rakim)
4)
The Summoning
5)
War
6)
Wastelands
7)
Until It's Gone
8)
Rebellion (Feat. Daron Malakian)
9)
Mark The Graves
10)
Drawbar (Feat. Tom Morello)
11)
Final Masquerade
12)
A Line In The Sand
Certi gruppi sono davvero curiosi. Non riesci mai a capire in
che direzione vogliano andare perché la cambiano continuamente, sempre pronti a
cercare territori da loro inesplorati. Altri invece sono molto facili da
inquadrare perché si comportano come i modelli: una volta trovata la posa
giusta è fatta, basta ripeterla quando serve e vanno a colpo sicuro, perché è
la loro posa e se tentassero di trovarne un'altra rischierebbero di non venir
bene come prima. Potremmo stare giorni interi a discutere su cosa sia meglio
fare e cosa no, ma una risposta assoluta non esiste, solo opinioni. Nel primo
caso rischi di prendere un sentiero che non conosci abbastanza bene e di
perderti, senza sapere dove andare. Nel secondo potrebbe venire qualcuno e
dirti che sei ripetitivo, che sai fare solo quello e basta.
Su una cosa però
possiamo essere tutti d'accordo: il primo caso è quello più intraprendente. E
la mia opinione è che un'aquila non potrà mai imparare a volare se resta ferma
nel suo nido e non si lancia nel dirupo rischiando di farsi male o morire.
Quindi tutti quegli artisti che corrispondono alla seconda categoria sono delle
potenziali aquile, ma nessuno lo saprà mai con certezza se decidono di
comportarsi da galline.
Per questo i Linkin
Park sono uno di quei gruppi che merita rispetto, che piacciano o meno.
Sempre pronti a mettersi in gioco, a cambiare sentiero, a saltare dal
precipizio con la speranza di spiccare il volo. Nella loro carriera ci sono
stati alcuni voli alti e leggiadri come Hybrid
Theory e A Thousand Suns, altri
meno eleganti e altri ancora abbastanza sgraziati, come Minutes To Midnight e Living
Things. Con The Hunting Party,
la loro ultima fatica, i Linkin Park
